Traiettoria

Lavori


Le forme dell'acqua

Note sulla serie

Presentazione serie

Contesto letterario

Immagini


Animal landscape

Presentazione serie

Immagini

 


All flows

Presentazione serie

Immagini

 


Recensioni

 

"All flows”

Può la storia stemperarsi in cronaca, rivestirsi di quotidianità, diventare episodio poetico, semplice rappresentazione di piccoli eventi senza cadere nel reportage, nel pittoresco o nella ricerca ad effetto ? In realtà, anche se il Tevere può vantare il più schiacciante carico di storia ed il massimo valore evocativo, ai nostri giorni resta pur sempre un soggetto di tipo “domestico” e alla portata di tutti ; per le sue dimensioni può essere dominato con lo sguardo, può essere attraversato rapidamente, fa parte della vita comune sul piano urbano e paesistico, ma non viene effettivamente vissuto ; è insito nel nostro orizzonte ma è talmente acquisito da venire trascurato come una vecchia cosa di casa.

Il Tevere, così, al di là delle presenze spettacolari che ne costellano il percorso - ruderi imponenti, ponti monumentali, solenni edifici, chiese e palazzi storici – si rivela per ampi tratti una presenza piuttosto relegata, marginale nel vivere cittadino forse anche per effetto dei poderosi muraglioni che lo racchiudono e dei vecchi platani che l’incorniciano, sottraendolo al contempo alla vista e all’attenzione. Ed allora, forse, l’atteggiamento più adeguato è quello di valorizzarne le piccole entità, i segnali di una vita spontanea, le tracce dell’uomo ma anche le ferite della casualità, dell’incuria e dell’emergenza. Il ciuffo d’erba limaccioso, il reticolo delle foglie, i tronchi nodosi degli alberi, la pensilina abbandonata, il barcone solitario o le presenze di un paesaggio moderno ormai storicizzato od anche gli scorci molto noti ma trattati con un taglio particolare, vengono così a comporre un paesaggio diverso dal solito clichè spettacolare, accattivante, turistico. Si delinea in tal modo un percorso coerente nelle sue accidentalità che viene perlustrato con linguaggio sobrio e raffinato, da cui emerge un’immagine fluviale poetica e melanconica, dall’atmosfera nebbiosa, svaporata, livida o luminescente che conferisce valore al piccolo episodio e riabilita tratti di paesaggi sviliti, scheletri di costruzioni, zone acquitrinose e finanche le scorie della piena, reperti del banale quotidiano, squallidi residui della cronaca destinati ad essere inghiottiti dal continuo fluire e permanere della storia attraverso una Città di cui il Fiume, con la forza lenta e vischiosa delle sue correnti, rappresenta l’elemento e il simbolo connaturale.

Le fotografie esposte costituiscono una selezione da una raccolta fotografica sul Tevere di circa 150 immagini realizzate tra il 2009 e il 2010 di cui alcune sono state pubblicate nel volume “Acta photographica” (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) anno IV, numero 2, luglio dicembre 2009 dedicato al Tevere. Rodolfo Mattia Rocca, fotografo emergente nato a Roma nel 1982, si forma a Barcelona (España), presso l’I.D.E.P. (Instituto Superior de Diseño, asociado a la Universitat Abat Oliba CEU, y Escuela de la Imagen. Estudios de Diseño Gráfico, Diseño Multimedia). Culturalmente orientato nell’ambito della Psicologia Olistica e Transpersonale della scuola Estel di Barcelona, l’autore coniuga la percezione visiva con le suggestioni del profondo filtrate attraverso il medium fotografico. Ha partecipato a diverse esposizioni e progetti di documentazione con particolare riferimento alla regione Puglia. Vive e opera tra Roma, Bari e Barcelona (España).

 

 

Rodolfo Mattia Rocca - via Pozzuoli 7 / 00182 Roma
tele. fisso 0039 06 77 20 76 74 - tel. mobile 0039 393 726 9221 - mail:
rmrocca@rmrocca.com